X STEP : LA SPINNING FRAME NELLA LETTERATURA

Vari articoli e testimonianze scientifiche hanno riportato ai giorni nostri l'inventore Richard Arkwright e la sua Spinning Frame, permettendogli di essere ricordato e ammirato.
La presenza del binomio inventore-invenzione non si limita a raccolte scientifiche ma si inoltra anche nel mondo della letteratura tra romanzi, racconti e poesie.


" La rivoluzione industriale 1760-1830 ", Thomas S. Ashton

Copertina del libro "La rivoluzione industriale 1760-1830"
pubblicata nel 1998 da Editori Laterza.
Thomas S. Ashton nacque nel 1889 fu uno storico dell'economia inglese. 
Fu professore di storia dell'economia alla London School of Economics e si impegnò ad analizzare i processi storico-economici che hanno caratterizzato la storia inglese, ponendo una particolare attenzione al periodo relativo alla rivoluzione industriale.
Nel 1948 scrisse un romanzo storico-economico sulla rivoluzione industriale analizzando le cause che hanno dato ampio spazio a tale scenario e il contesto nel quale si è insinuato. 
Divide la sua opera in più parti e nella parte II e III possiamo notare la presenza di Sir Arkwright e la sua invenzione.
La parte II si intitola " Prime forme d'industria ". In questa parte Ashton cita le varie industrie che hanno aumentato la loro produzione rendendosi protagoniste della rivoluzione e tra queste trova spazio l'industria tessile.
Tra le personalità rilevanti viene menzionata quella di Richard Arkwright che nel 1768 con la sua Spinning Frame segna un divario netto dall'antico e macchinoso filatoio a mano.
La parte III intitolata " Innovazioni tecniche " presenta le principali invenzioni caratteristiche di tale periodo. Analizza l'importanza della Spinning Frame ed elogia il suo principio fisico e meccanico, affermando come grazie ad essa sono stati ridotti al minimo i costi e lo sforzo umano ma soprattutto aumentata al massimo l'efficienza con la quantità del prodotto.



" Hard times ", Charles Dickens

Charles Dickens (1812-1870)
Charles Dickens è senz'altro uno dei più importanti scrittori dell'età  vittoriana, nonchè considerato come un romanziere che passò alla storia in maniera particolare grazie ai suoi romanzi sociali.
Nei suoi romanzi si evince sempre una dettagliata e curata analisi della  società, ritratta a volte con tinte di iperbolica ironia.
Il quinto capitolo di Hard Times parla della famosa " Coketown ", la cosiddetta città di carbone resa tale dall'impulso aggressivo e prorompente dell'industria e dei suoi macchinari. 
La descrizione si basa sulla nociva e poco accogliente realtà nella quale si trova quella città, inondata da fumi di ciminiere ,che hanno reso neri quei mattoni che normalmente dovrebbero avere un colore rosso, e da un fiume violaceo che l'attraversa.
In vari passi si nota come Dickens descriva in maniera quasi spaventosa e maestosa la presenza dei " macchinari ".
Non si sofferma in maniera particolare sull'industria tessile poichè è di prioritaria importanza porre l'attenzione sulla situazione sociale analizzandola a fondo. 
Tra i macchinari è ovviamente presente la Spinning Frame di Sir
Arkwright, la quale rientra perfettamente nelle trattazioni spaventose e maestose dell'autore, anch'essa fa parte di quel motore industriale che ha stravolto le tradizioni del tempo.

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